Storia del web design: come è cambiato design per il web

La storia del web design

Un viaggio attraverso l’evoluzione del web design dal 2000 ad oggi per cercare di capire cosa ci aspetterà in futuro. Negli ultimi anni abbiamo assistito a due grandi cambiamenti nel web. Il primo grande cambiamento è stato sicuramente la nascita di Facebook. Questa nuova piattaforma oltre ad aver cambiato il modo di comunicare, accedere a diversi argomenti di interesse e mettere in collegamento veloce le persone, ha attirato molti più utenti. I nuovi e i vecchi utenti, di tutte le età, hanno iniziato ad avere familiarità con le interfacce grafiche, sviluppando un’intuito nel compiere azioni determinate. Icone e pulsanti, sono entrati nel panorama simbolico di tutti noi in modo automatico. Già prima della nascita di Facebook si iniziava a parlare di web 2.0 (del nuovo millennio) dove l’utente era il protagonista e si trovava al centro dell’esperienza. Quindi all’inizio del 2000 abbiamo l’utente al centro dell’esperienza proiettato verso l’interazione con altri utenti. Ed i siti web?

Cosa accade nel mondo del web

Inizialmente i siti web non erano al passo con le novità dei social media, infatti, i siti web della prima parte degli anni 2000 davano molta importanza alla forma, agli effetti grafici, animazioni, musiche di sottofondo e poca considerazione per i contenuti. I siti web di questi anni erano molto lenti, pieni di immagini pesanti, difficili da navigare. Decine di pagine per argomenti male organizzati. Il concetto di layout grafico prevedeva l’utilizzo delle tabelle e ancora peggio l’introduzione dei siti web realizzati in flash.

L’evoluzione e la caduta di Flash

l secondo grande cambiamento che ha interessato il modo del web, ma anche la vita di tutti noi, è sicuramente lo smartphone. Le nuove tecnologie nella telefonia, con la possibilità di accedere al web, il touch screen e le applicazioni sono stati nella storia recente una grandissima innovazione che ha portato ancora più utenti nel web e ha creato l’esigenza di creare nuove tipologie di interfacce grafiche che fossero facilmente visibili nei diversi dispositivi. Il famoso responsive web design che ancora oggi non è preso in considerazione da tutti. Responsive web design significa rendere visibile una pagina web in modo facile quando si accede con diversi dispositivi (smartphone, pc, mac, tablet).

Apple, Microsoft e Google nell’evoluzione della storia del web design

Gli smartphone e i Social Media hanno portato molto in avanti, in poco tempo, la concezione del design dei siti web. Solo un paio di anni fa Apple introduceva nelle interfacce grafiche dei Mac il concetto di “Flat design”. Flat design vuol dire design piatto che a sua volta potremmo tradurlo in design semplice, senza fronzoli, con molti spazi bianchi tra un contenuto e l’altro. Come si dice in gergo, “dando respiro ai contenuti”. Se non si è in possesso di un Mac basta dare uno sguardo al sito della Apple per rendersi conto esattamente di cosa significa Flat design.

Il Flat design

Il Flat design o minimal design non prevede ombre, sfumature di colore e artifici complicati. Il colore è ben contemplato ma si punta molto di più al tono su tono e comunque a colori tenui non troppo accesi o aggressivi. Se Apple puntava ad uno stile piatto e semplice, Microsoft proponeva negli stessi anni il Modern UI conosciuto anche come “Metro design language” non più improntato sullo “scheumorfismo” o design metaforico, che lo aveva sempre contraddistinto in precedenza (utilizzo ad esempio di icone descrittive).

Scheumorfismo

Lo Scheumorfismo prima di windows 8 era molto utilizzato dalla Microsoft ma ricordiamo che anche la Apple è famosa per l’utilizzo di scheumorfismi sonori come ad esempio svuotare il cestino, il suono dello screen shoot etc. In poche parole scheumorfismo vuol dire ricordare, attraverso suoni, immagini ed icone, un qualcosa che sia più simile al reale.

Il Modern UI è spigato da Microsoft come semplice, pulito e moderno.

La pagina start di windows 8 è un’esempio del Modern UI language. La nuova visione del design UI punta sulla fluidità, dinamicità, nuova concezione dei contenuti, interazione, una tipografia moderna e, come vedremo in material design di Google, sui colori forti e decisi. Quindi la definizione fornita da Microsoft (semplice, pulito e moderno) è uno slogan giusto se paragonato alla visione di design precedente perché, quello che si nota in realtà è che a differenza di un design pulito e minimal della Apple, Microsoft punta sull’impatto attraente, intuitivo e dinamico.

La rivoluzione del Material Design

Da una parte abbiamo il Flat design e dall’altra il Modern UI language; Material design di Google si interpone tra le due tendenze di design, o meglio fonde alcune delle caratteristiche migliori di entrambi gli stili e gli evolve in Material design. Un nuovo concetto di stile grafico dal linguaggio universale. Nel 2014 Google compie una rivoluzione nel design grafico del web. Material design è un vero e proprio stile di vita proposto agli sviluppatori per rendere i loro design più simili a quello di Google. Voler istruire passo passo gli addetti ai lavori sulla nuova tendenza del Material design. Il Material design conserva la semplicità base del Flat design, acquisisce i colori sgargianti e la fluidità del Modern UI language ed aggiunge il concetto di dare peso e consistenza, attraverso l’uso di ombre, ai diversi componenti del sito web come pulsanti, icone e box. Creare un design che venga percepito come tattile, suddividere le parti in diversi livelli di profondità, creando una tridimesionalità da toccare. Un design sempre più pensato in ottica smartphone e touch screen. Per capire meglio il Material design basta osservare la grafica adottata da Google per le diverse componenti come la gmail, google plus e altro. Per saperne di è possibile consultare il “libretto d’istruzioni” sul Material design. Ora abbiamo un’idea sugli ultimi dieci anni storia del web design, ma in conclusione cosa possiamo aspettarci per il futuro del web design?

Dalla storia del web design al futuro

Con questi presupposti si continuerà ad imitare i diversi layout grafici proposti da Apple, Microsoft e Google con la differenza che Material design potrebbe condurre ad un’omologazione dei siti web, quasi fossero delle sotto categorie della pagina “genitore” Google. Forse non sarà proprio così ma l’utilizzo dei “modi” e delle “soluzioni” proposte da Google spingerà i web designer e ancor di più gli sviluppatori informatici a considerare i consigli di “Material design” se non altro per rendere più intuitiva l’usabilità. Volendo andare oltre, forse Material design è solo il primo passo di Google verso un progetto molto più ampio.